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emo Transformers G1: il fumetto – 1984-1991 - L'epoca Marvel

Come ogni anime che si rispetti, Transformers aveva una controparte su carta, ovvero un fumetto voluto dalla stessa Hasbro ed edito nientepopodimeno che dalla mitica Marvel, la stessa casa editrice degli X-men , Thor, Spiderman.
Ancora non è chiaro se fosse uscito prima il fumetto o la serie animata, ma nelle edicole, in quegli anni comparvero anche le avventure su carta dei nostri eroi trasformabili; la serie a dire la verità si può considerare divisa in due filoni:

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- La serie U.S. composta da 80 numeri, edita dal 1984 al 1991, inizialmente partita come miniserie di quattro numeri e bimestrale: ma il successo ottenuto spinsero gli editori a continuare con una edizione mensile.
- La serie U.K., presa dalla stessa serie U.S, ma ampliata seguendo una timeline propria e solo sporadicamente ricollegandosi all’originale. Edita dal 1984 al 1991, consta di ben 332 numeri ad uscita settimanale.



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I fumetti dei Transformers inizialmente, solo in parte ricalcavano le avventure della serie animata: la trama dell’arrivo sulla Terra, della loro capacità di assumere forme di veicoli terrestri e la lotta spostata sul nostro pianeta fra fazioni, sono pressoché uguali. Ma le storie sono permeate comunque da un alone fantascientifico e risultano, almeno i primi 25 numeri ( 50 nella serie inglese) addirittura un po’ serie e drammatiche, specie per alcune tematiche ad esempio l’interazione con il tessuto sociale umano, molto più realistiche, adulte e meno “solari” rispetto al cartone animato. La serie solo in seguito si stabilizza sulle onde del cartone animato, cercando di stare alla pari anche in base al numero di giocattoli continuamente sfornati; non è chiaro invece come mai esistano due serie: senz’altro la serie inglese ha sentito la necessità di dare più ampio respiro alla linea a fumetti dando spazio a molti personaggi che altresì in quella americana ne avevano limitato, dato che a un certo punto, probabilmente per esigenze commerciali, ha dovuto pareggiare le uscite delle collezioni di giocattoli proposte e quelle della serie televisiva. Quindi, un fumetto del 1985 proponeva ad esempio Optimus Prime in versione “classica” G1, uno del 1988 la sua versione Headmaster,mentre sul finire della serie, nel 1990, c’era l’omologo in veste Action master.


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La serie americana era composta da 80 numeri, di circa 32 pagine, pinzati, con copertine plastificate in classico formato/fumetto da edicola; all’interno era presente una storia, alcune pagine pubblicitarie, la posta dei lettori e le schede personali di ogni singolo Transformer, di solito da due a massimo tre schede per uscita.

Ma quali sono invece le differenze fra la serie a fumetti e quella animata? Eccone,riassunte, le principali:

- Anche se non specificato nel cartone animato, l’arca è precipitata in quello che diventerà l’Oregon, vicino Portland, nel monte St.Hilary, un vulcano (sembra) non attivo


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- Anche qui sono presenti degli antagonisti umani, e sempre la famiglia Witwicki nella persona del padre, Sparkplug e del figlio Buster. Quest’ultimo prende il posto di Spike come principale protagonista nelle prime storie. Quest’ultimo c’è ed esiste ed è il fratello maggiore, ma comparirà solo a storia inoltrata.
- I colori schematici, specie per Megatron, nei primi numeri sono sostanzialmente diversi, addirittura ha l’elmetto di colore scuro anziché bianco come il resto del corpo, e i colore degli occhi è giallo;
- Sparkplug non è un operaio in una piattaforma, ma possiede un’officina a Portland: a differenza della controparte animata, è molto ostile nei confronti dei Transformers e pure degli Autobot, temendo per la vita di Buster, che invece è molto incuriosito dai robot.
- I Transformers sono delle vere e proprie macchine, ovvero per vivere hanno bisogno del combustibile, un derivato pare, dei nostri carburanti terrestri.
- Shockwave qui è un vero e proprio capo e villain, mentre nella serie animata è un semplice comprimario.


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- Molti personaggi, come i Constructicon, Jetfire e i Dinobots, hanno delle genesi assolutamente diverse:
- I Dinobots hanno quella più avvincente: precipitati sulla terra e resi inattivi dallo schianto, e braccati dal decepticon shockwave, il computer dell’arca riattiva prontamente 5 guerrieri Autobot, dandogli l’aspetto delle uniche forme di vita presenti all’epoca, i dinosauri, per mandarli a contrastare l’avanzata del Decepticon. Nascono così Grimlock, (Tiran) Sludge,(Bronto) Snarl,(Stego) Slag,(Tricex) e Swoop (Reptilo). Nel cartone animato furono creati da Ratchet e Wheeljack dopo il ritrovamento di alcune ossa di dinosauro in una caverna sul monte St.Hilary.

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- Jetfire invece mantiene solo il passaggio da una fazione all’altra: nella serie animata era uno scienziato precipitato sulla terra milioni di anni fa durante una ricognizione e ritrovato dai Decepticons; nel fumetto invece, è un robot creato ad hoc da Shockwave per eliminare tutti gli Autobots e solo successivamente passa alle fila dei buoni.
- A differenza della serie animata, non tutti gli umani prendono bene l’avvento dei robot alieni sulla terra e come da copione, non sapendo da chi fidarsi: ne è un esempio lo stesso Sparkplug, ma anche Josie Beller in arte Circuit Breaker, una ragazza - autentico genio dei computer - resa tetraplegica da un attacco decepticon che grazie a uno speciale rivestimento cibernetico riesce ad avere dei poteri che la permetteranno di vendicarsi sui robot, senza fare distinzioni fra fazione. Fra gli amici, anche se con molti dubbi, rimangono Buster e G.B. Blackrock, un ricco industriale che stipula un contratto con gli Autobots, carburante in cambio della protezione dai Decepticon dai loro attacchi alle sue attività.


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La serie inglese, come detto è molto più longeva (332 numeri) ma l’edizione era molto diversa: le pagine erano sempre pinzate, ma erano di numero minore e spesso contenevano mezza storia, per di più alcune pagine erano anche in bianco e nero. Anche il formato era leggermente più grande e la copertina era di carta come il resto delle pagine. Le storie seguivano solo parzialmente la timeline americana ma dando maggiore respiro alla serie stessa:

- La serie inglese ha dedicato un adattamento al film Transformers: the movie del 1986 considerandolo parte integrante della continuity, cosa che non esiste nella controparte made in U.S.A.


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- All’interno c’è la saga Target:2006, dove alcuni Decepticons capitanati da Galvatron fanno un salto nel passato di 20 anni giungendo nel 1986 dopo i fatti del sopracitato film, dando vita a dei veri e avventurosi paradossi all’interno della serie.


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- Alcuni personaggi vengono visto sotto una luce diversa e più completa, ad esempio i Wreckers, una elite di combattenti Autobot,ma anche ad altri già conosciuti viene dato più ampio respiro e personalità come ad esempio Circuit Breaker o i Dinobots stessi, protagonisti di epici duelli con i Predacons.
- Come in quella americana vi è uno spin off con i G.I.Joe, altre teste di serie della casa madre Hasbro, con le alleanze Autobot – Joe’s e Decepticon –Cobra.
- Bumblebee diventa Goldbug in circostanze completamente diverse nelle due serie. Mentre in quella americana viene distrutto e ricostruito dagli stessi Joe’s, in questa viene distrutto dal cacciatore di taglie e ricostruito da Wreck-gar, venuti nell’anno 1986 grazie alla sopracitata serie Target:2006.
- Erano molto famose le storie “natalizie” ovvero con un volume speciale dedicato, con tanto di neve e vischio sul logo Transformers, mentre le storie riprendevano la normale continuity.
- Inoltre, erano presenti in vendita gli Annuals, una sorta di mini libri con alcune avventure spesso integrative a quelle della normale serie, in aggiunta ad altre solo complementari. Erano inoltre presenti vari quiz e curiosità sul mondo Transformers.


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E in Italia??? La serie uscì edita dalla mitica Play Press, traducendo però in toto la serie U.S., con qualche ritardo, dato che se il fumetto in America uscì nel 1984, qua uscirà due anni dopo, anche in concomitanza ovviamente dell’avvento della serie animata. La serie italiana – anch’essa a cadenza mensile e con un costo di 1.300 Lire - però non completerà il lavoro non arrivando mai agli 80 numeri previsti ma arrestandosi dopo il numero 36 per motivi sconosciuti, ma forse soprattutto perché la casa editrice ha preferito spostarsi su altri testate. Anche in questo caso, ovviamente, un numero era composto da una storia, le lettere dei lettori, alcuni giochi su carta e le schede personali sui Transformers. Quest’ultime, a mio modesto parere, danno una visione del personaggio sotto una luce diversa da quella vista nella serie animata, mettendone in luce qualità e debolezze. Inoltre, solo a partire dal numero 3 in poi i nostri eroi vennero tradotti con i loro nomi commerciali italiani, mentre nei numeri precedenti il loro nome di battesimo era quello originale. La Play Press ha inoltre tradotto anche alcuni volumi “speciali” come ad esempio lo spin off con i G.I. joe e quello riportante la genesi degli Headmasters.


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Consigli per la lettura: per chi volesse avventurarsi nel mondo dei primi fumetti dei Transformers, a tutti consiglio di procurarsi la serie italiana Play Press; anche se di soli 36 numeri, dà una visione del fumetto di quegli anni e una sui Transformers molto diversa da quella conosciuta nella serie animata; si trovano ancora su qualche mercatino oppure sui siti ufficiali di aste on line, a prezzi non esagerati. Ma consiglio anche e soprattutto di provare a leggere e scegliere la serie inglese, dove molti personaggi godono di maggiore luce e le storie non hanno nulla da invidiare a quelle dei colleghi d’oltreoceano. Purtroppo si possono solo procurare in terra d’Albione, e specie per i primissimi e ultimi numeri i prezzi sono a volte folli, ma con un po’ di fortuna è possibile trovare un discreto lotto a buon prezzo (come ha fatto chi scrive).


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Transformers non finì comunque, in questo modo, vittima della crisi del fumetto sempre più incombente e di nuove serie all'orizzonte, ma proseguiì qualche tempo dopo, con la miniserie Transformers:Generation 2 -un tentativo di rilancio da parte della Hasbro della serie nella prima metà degli anni 90 - e, solo di recente, riprendendo letteralmente la serie laddove si era interrotta con ReGeneration One # 80.5, e richiamando lo stesso scrittore di allora, Simon Furman, am cambiando la casa editrice non più Marvel, bensì la IDW.

  • Ultima modifica: 16/09/2012 05:56 da jetfire#3.
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Transformers G1 – il fumetto – 1984 - 1991

grande, :dance: :dance: da piccolo qualche numero comprato dai mie cuginetti mi e' capitato di leggerlo erano fatti molto bene :applausi:
Perchè ai carabinieri non viene mai fatta usare la panda 4 x 4? Perchè cercano di salirci in 16!
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Grazie birralcolik....erano belli anche se non erano la trasposizione della cartone. Cmq da avere e conservare!
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Non ho parole.... un topic STUPENDO.
Anche io avevo qualche fumetto della Marvel da piccolo :please:
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si e' vero, mi e' venuta la voglia di andare a cercare questi fumetti ora :crysomuch:
Perchè ai carabinieri non viene mai fatta usare la panda 4 x 4? Perchè cercano di salirci in 16!
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ahahahahah grazie mille docrates....cmq vedo che sta funzionando....aldilà dell'operazione nostalgia, prendeteli se potete....e se avete bisogno di consigli, sono qua!!!!!!
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