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Super Robot 28
Super Robot 28 (鉄人28号 Tetsujin 28 Go?) è un anime del 1980, remake di una serie omonima prodotta nel 1963 in 97 episodi, realizzata in bianco e nero e mai trasmessa in Italia. Nel 2004 ne è stata fatta una nuova versione in 26 episodi, anche questa rimasta inedita in Italia.
La serie è incentrata sulle avventure di Shotaro Kaneda, che controlla un super robot costruito dal suo defunto padre: consiste principalmente di trame brevi, che non s'espandono mai per più di tre episodi consecutivi. Il tono delle storie è stato reso più leggero e divertente rispetto al fumetto originale.
Tratte da un manga scritto e illustrato da Mitsuteru Yokoyama[1] a partire dal 1956, l'autore è stato fortemente influenzato dalle sue esperienze di guerra; è il primo manga in cui fa la sua apparizione un robot gigante ed ha avuto influenza su opere più tarde del genere mecha. È noto al di fuori del Giappone anche come IronMan28 e Gigantor.
Il termine shotacon deriva dal nome originale del protagonista, di cui è una contrazione. Anche il manga Akira (ed il film omonimo) condividono caratteristiche con la serie.
Durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, l'esercito giapponese sta lavorando segretamente allo sviluppo d'una super arma che dovrebbe essere destinata, nelle intenzioni dei loro creatori, a contribuire a salvare dalla sconfitta l'impero.
I dottori Shikishima e Kaneda, collaboratori del centro di ricerche militari giapponesi, sono impegnati da tempo nella realizzazione di imponenti robot particolarmente sofisticati. Nessuno di essi, però, è risultato all'altezza delle aspettative.
Finché finalmente, dopo 27 tentativi falliti riescono a realizzare un esemplare perfetto di robot telecomandato, che sarà ufficialmente chiamato Tetsujin28Go: la guerra tuttavia si è già conclusa (nel frattempo il laboratorio era stato bombardato ed il robot reso inutilizzabile per scopi bellici) e il dottor Kaneda muore di scompenso cardiaco poco dopo averlo completato.
Così, invece di diventare un'arma fondamentale nelle mani dei militari, la complessa macchina messa a punto dai due scienziati viene affidata al figlio dodicenne (decenne nel manga) di Kaneda, Shotaro: sotto il suo controllo (lo guida tramite un telecomando).
Il ragazzino si dimostra subito particolarmente abile nel manovrare il colosso di ferro e Tetsujin è messo al servizio della giustizia, in special modo contro il crimine organizzato: i due saranno impegnati nella lotta contro il perfido dottor Franken, ma poi anche contro esseri extraterrestri.
La serie giunta in Italia non è la prima, bensì la seconda realizzata in Giappone e risale al 1980. La precedente, addirittura edita in bianco e nero, è della prima metà degli anni Sessanta. Concepito ancora come un robot comandato dall'esterno, è il precursore dei giganti meccanici della stirpe di Mazinga, apparso qualche anno dopo e, diversamente da questo, pilotato da un uomo seduto in una cabina di pilotaggio all'interno del robot stesso.
La serie è incentrata sulle avventure di Shotaro Kaneda, che controlla un super robot costruito dal suo defunto padre: consiste principalmente di trame brevi, che non s'espandono mai per più di tre episodi consecutivi. Il tono delle storie è stato reso più leggero e divertente rispetto al fumetto originale.
Tratte da un manga scritto e illustrato da Mitsuteru Yokoyama[1] a partire dal 1956, l'autore è stato fortemente influenzato dalle sue esperienze di guerra; è il primo manga in cui fa la sua apparizione un robot gigante ed ha avuto influenza su opere più tarde del genere mecha. È noto al di fuori del Giappone anche come IronMan28 e Gigantor.
Il termine shotacon deriva dal nome originale del protagonista, di cui è una contrazione. Anche il manga Akira (ed il film omonimo) condividono caratteristiche con la serie.
Durante gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, l'esercito giapponese sta lavorando segretamente allo sviluppo d'una super arma che dovrebbe essere destinata, nelle intenzioni dei loro creatori, a contribuire a salvare dalla sconfitta l'impero.
I dottori Shikishima e Kaneda, collaboratori del centro di ricerche militari giapponesi, sono impegnati da tempo nella realizzazione di imponenti robot particolarmente sofisticati. Nessuno di essi, però, è risultato all'altezza delle aspettative.
Finché finalmente, dopo 27 tentativi falliti riescono a realizzare un esemplare perfetto di robot telecomandato, che sarà ufficialmente chiamato Tetsujin28Go: la guerra tuttavia si è già conclusa (nel frattempo il laboratorio era stato bombardato ed il robot reso inutilizzabile per scopi bellici) e il dottor Kaneda muore di scompenso cardiaco poco dopo averlo completato.
Così, invece di diventare un'arma fondamentale nelle mani dei militari, la complessa macchina messa a punto dai due scienziati viene affidata al figlio dodicenne (decenne nel manga) di Kaneda, Shotaro: sotto il suo controllo (lo guida tramite un telecomando).
Il ragazzino si dimostra subito particolarmente abile nel manovrare il colosso di ferro e Tetsujin è messo al servizio della giustizia, in special modo contro il crimine organizzato: i due saranno impegnati nella lotta contro il perfido dottor Franken, ma poi anche contro esseri extraterrestri.
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