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- 11/03/2013 10:46
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MAGICA EMI
altro anime,incentrato sulle vicende di una piccola prestigiatrice che puo' trasformarsi,grazie ad un bracciale magico...
MAGICA EMI
Magica magica Emi (魔法のスターマジカルエミ Mahō no Sutā Majikaru Emi?, letteralmente, La stella della magia Magical Emi), è una serie televisiva animata prodotta in Giappone nel 1985 e adattata successivamente in un manga composto da 3 tankōbon. In Italia la serie è stata trasmessa per la prima volta nell'agosto del 1986 su Italia 1, accompagnata dalla sigla Magica, magica Emi interpretata da Cristina D'Avena.
Mai Kazuki è una ragazzina di 10 anni con la passione per i trucchi di magia e l'arte della prestidigitazione in generale. Figlia di una ex maga e di un pasticcere, Mai sogna di diventare un giorno una famosa e brava prestigiatrice, come il suo idolo Emily Howell, una leggendaria maga degli anni trenta, e di poter entrare a far parte del gruppo dei Magical-Art, compagnia di maghi creata dai suoi nonni.
Un giorno durante il trasloco dei nonni, in una grande villa vicino al negozio dei Kazuki, la ragazzina nota una sfera di luce che solo lei sembra riuscire a vedere. Rincorsa per tutta la casa, la sfera di pura energia va a infilarsi in un particolare specchio portatile a forma di cuore che proprio poco prima il premuroso nonno aveva regalato alla bambina. Mai, guardando nello specchio, nota che la sua immagine non viene riflessa e che al suo posto sembra esserci un'altra dimensione fatta di tante sfere lucenti. La strana creatura, fuoriuscendo dal piccolo specchio e infilatasi in uno più grande, materializza uno strano braccialetto che rotea fuori dallo specchio fino a infilarsi sul suo polso. Il folletto cerca di spiegare alla ragazzina che con esso potrà realizzare il suo sogno che lui vede riflesso nello specchio. La bambina però, non riuscendo a vedere niente per la troppa luce, costringe Topo (Moko in Italia), questo il nome del folletto, a infilarsi nel corpo di un peluche dalle sembianze di uno scoiattolo volante, trovato fra le scatole della stanza, dando così vita al buffo e tenero pupazzo. Senza troppe domande il simpatico essere convincerà Mai a provare i suoi poteri, che la bambina userà per la prima volta proprio per salvare e chiudere uno spettacolo dei Magical-Art, trasformandosi in una bella e abile prestigiatrice che lei stessa ribattezzerà con il nome di Emi.
La carriera della Magical Emi comincia così per caso grazie anche all'aiuto del signor Koganei (Bartolomeo in Italia), produttore televisivo, che assistendo per caso allo spettacolo dei Magical-Art rimane sbalordito dalla bravura e dal fascino della misteriosa maga, captandone subito il grande talento e il successo assicurato per gli share televisivi. Per Mai sembra essersi avverato il sogno di sempre, iniziando così a vivere tante belle e impegnative giornate come Magical Emi. La ragazzina arriverà a debuttare persino come idol, unendo ai giochi di prestigio anche delle melodiose canzoni, rendendo le sue performance sempre più appariscenti e spettacolari.
Trascorsi l'estate e l'autunno, dopo numerosi spettacoli al confine tra veri incantesimi e illusionismo, Magical Emi e i Magical-Art vengono invitati a partecipare separatamente al Premio Emily - Magic Festival, un concorso per lanciare nuovi talenti nel mondo della magia. Il verdetto finale vedrà i giovani dei Magical-Art accaparrarsi un premio speciale della giuria per la gioia di tutti, mentre la fatidica statuetta andrà alla Magical Emi che, per la prima volta, si sentirà demotivata e distaccata dalla compagnia, avendo ricevuto un premio solo grazie alla fittizia magia dei suoi poteri. Al party organizzato per festeggiare i vincitori, i Nakamori, nonni della ragazzina, annunciano inoltre lo scioglimento della compagnia, dal momento che ormai non hanno più nulla da insegnare ai loro ragazzi, fissando l'ultimo spettacolo per il 28 febbraio.
Mai non distinguendo più bene la realtà dal sogno s'interroga sul futuro della carriera di Emi, domandando a Topo che cosa sia per lei Magical Emi e che cosa farà quando rimarrà sola. Nonostante il folletto le dica che Emi non è altro che il suo sogno che lui vede riflesso nello specchio, la bambina non sembra convinta e un giorno guardando dei vecchi filmati di Emily Howell, arriva pian piano alla matura e difficile scelta di rinunciare ai suoi poteri, pur non essendone obbligata, consapevole che solo in tal modo avrebbe potuto davvero impegnarsi per diventare Magical Mai. Il dolce Topo le augura così buona fortuna non ricordandole però che, così facendo, avrebbe dovuto dire addio anche a lui.
Arrivati al malinconico 28 febbraio, tutti fremono per vedere l'ultimo spettacolo della compagnia che dà il meglio di sé, fino al gran finale in cui Emi, ritrasformandosi in Mai davanti a tutti, scompare per sempre insieme a Topo ormai tornato sfera di luce dileguatasi nello specchio. Tutto è finito e Mai stringendo lo specchio e il pupazzo inanimato a sé, dà un ultimo struggente sguardo di addio all'immagine della Magical Emi, rimasta ancora per qualche secondo sul grande schermo elettronico esterno al teatro.
Terza maghetta dello Studio Pierrot, Magical Emi è stata dopo L'incantevole Creamy quella di maggior successo, in Italia, negli anni ottanta.
La serie della Magical Emi, pur avvicinandosi apparentemente molto ai temi affrontati in Creamy Mami, con il mondo dello spettacolo, canzoni e doppia vita della protagonista, si allontana di parecchio dalla struttura ideologica dell'"angelo della magia", proprio a partire da quella costante atmosfera malinconica e più realistica che permea tutti gli episodi, fino alla diversa concezione di fondo della storia: se infatti in Creamy è l'aspetto sentimentale e magico a prevalere, in Emi la vicenda si basa tutta sulla realizzazione di un sogno che, da quello della protagonista, si estenderà a tutti i personaggi.
Qui l'elemento "magia" viene a essere solo il pretesto o il mezzo, per arrivare alla consapevolezza di doversi mettere in discussione e rischiare in prima persona per realizzare i propri sogni. Non è un caso che in tale serie sia assente la classica perdita e riacquisizione dei poteri magici, ormai semplificati al massimo anche nell'oggettistica e usati esclusivamente per diventare una proiezione onirica di se stessi. In definitiva il valore più grande della serie sta nell'inedito finale, indubbiamente pessimistico, in cui i destini dei protagonisti appaiono molto meno rosei e scontati delle precedenti colleghe. Forse anche per questo, in patria, Magical Emi è rimasta la maghetta dello Studio Pierrot più popolare.
I 38 episodi della serie furono trasmessi settimanalmente dalla Nippon Television dal 7 giugno 1985 al 28 febbraio 1986.
L'adattamento italiano è stato curato dalla Merak film e la direzione del doppiaggio è di Guido Rutta. I nomi dei personaggi sono stati cambiati quasi tutti, mantenendo solo quello della protagonista Mai, che però nei titoli di coda fu scritto May. Anche il nome di Akira (Gennaro) nei titoli di coda e nell'OAV diventa Germano. Si può dire che da questa serie in poi, ebbe inizio un processo di italianizzazione molto forte negli adattamenti delle serie animate nipponiche a seguire.
LA SIGLA
Sicuramente l'elemento musicale è uno dei segreti del successo della serie di Magical Emi, la cui qualità supera quasi sicuramente quella delle precedenti maghette, risultando anche uno dei migliori soundtrack originali dell'animazione anni '80. Le canzoni cantate da Emi nella serie tv originale sono tre, di cui due sono state adattate ed eseguite per la versione italiana da Cristina D'Avena. L'adattamento italiano è avvenuto solo a livello di testi, mentre le musiche sono quelle originali giapponesi.
Fushigi iro happiness (I meravigliosi colori della felicità): Il titolo italiano coincide con la traduzione del titolo giapponese. È la prima canzone che Emi propone nei suoi spettacoli nonché sigla d'apertura e tema dell'intera serie. È cantata da Yoko Ōbata (giapponese), Cristina D'Avena (italiano).
Anata dake dreaming (Sognando solo te): Conosciuta in Italia con il titolo La sirena tropicale. Sigla di chiusura della serie e proposta anche come sottofondo in alcuni episodi, è stata spacciata in Italia come la nuova canzone di Emi al posto di quella vera (vedi sotto). È cantata da Yoko Ōbata (giapponese), Cristina D'Avena (italiano).
Tropical mermaid: È la seconda canzone che Emi propone nei suoi spettacoli a partire dall'episodio 32. Questo brano non è mai stato adattato in italiano e fu sostituito con Sognando solo te. (Questo avvenne probabilmente per il fatto che Sognando solo te, comparendo prima del 32º episodio come sottofondo, fu adattata in italiano per prima). È cantata da Yoko Ōbata (giapponese).
MAGICA EMI
Magica magica Emi (魔法のスターマジカルエミ Mahō no Sutā Majikaru Emi?, letteralmente, La stella della magia Magical Emi), è una serie televisiva animata prodotta in Giappone nel 1985 e adattata successivamente in un manga composto da 3 tankōbon. In Italia la serie è stata trasmessa per la prima volta nell'agosto del 1986 su Italia 1, accompagnata dalla sigla Magica, magica Emi interpretata da Cristina D'Avena.
Mai Kazuki è una ragazzina di 10 anni con la passione per i trucchi di magia e l'arte della prestidigitazione in generale. Figlia di una ex maga e di un pasticcere, Mai sogna di diventare un giorno una famosa e brava prestigiatrice, come il suo idolo Emily Howell, una leggendaria maga degli anni trenta, e di poter entrare a far parte del gruppo dei Magical-Art, compagnia di maghi creata dai suoi nonni.
Un giorno durante il trasloco dei nonni, in una grande villa vicino al negozio dei Kazuki, la ragazzina nota una sfera di luce che solo lei sembra riuscire a vedere. Rincorsa per tutta la casa, la sfera di pura energia va a infilarsi in un particolare specchio portatile a forma di cuore che proprio poco prima il premuroso nonno aveva regalato alla bambina. Mai, guardando nello specchio, nota che la sua immagine non viene riflessa e che al suo posto sembra esserci un'altra dimensione fatta di tante sfere lucenti. La strana creatura, fuoriuscendo dal piccolo specchio e infilatasi in uno più grande, materializza uno strano braccialetto che rotea fuori dallo specchio fino a infilarsi sul suo polso. Il folletto cerca di spiegare alla ragazzina che con esso potrà realizzare il suo sogno che lui vede riflesso nello specchio. La bambina però, non riuscendo a vedere niente per la troppa luce, costringe Topo (Moko in Italia), questo il nome del folletto, a infilarsi nel corpo di un peluche dalle sembianze di uno scoiattolo volante, trovato fra le scatole della stanza, dando così vita al buffo e tenero pupazzo. Senza troppe domande il simpatico essere convincerà Mai a provare i suoi poteri, che la bambina userà per la prima volta proprio per salvare e chiudere uno spettacolo dei Magical-Art, trasformandosi in una bella e abile prestigiatrice che lei stessa ribattezzerà con il nome di Emi.
La carriera della Magical Emi comincia così per caso grazie anche all'aiuto del signor Koganei (Bartolomeo in Italia), produttore televisivo, che assistendo per caso allo spettacolo dei Magical-Art rimane sbalordito dalla bravura e dal fascino della misteriosa maga, captandone subito il grande talento e il successo assicurato per gli share televisivi. Per Mai sembra essersi avverato il sogno di sempre, iniziando così a vivere tante belle e impegnative giornate come Magical Emi. La ragazzina arriverà a debuttare persino come idol, unendo ai giochi di prestigio anche delle melodiose canzoni, rendendo le sue performance sempre più appariscenti e spettacolari.
Trascorsi l'estate e l'autunno, dopo numerosi spettacoli al confine tra veri incantesimi e illusionismo, Magical Emi e i Magical-Art vengono invitati a partecipare separatamente al Premio Emily - Magic Festival, un concorso per lanciare nuovi talenti nel mondo della magia. Il verdetto finale vedrà i giovani dei Magical-Art accaparrarsi un premio speciale della giuria per la gioia di tutti, mentre la fatidica statuetta andrà alla Magical Emi che, per la prima volta, si sentirà demotivata e distaccata dalla compagnia, avendo ricevuto un premio solo grazie alla fittizia magia dei suoi poteri. Al party organizzato per festeggiare i vincitori, i Nakamori, nonni della ragazzina, annunciano inoltre lo scioglimento della compagnia, dal momento che ormai non hanno più nulla da insegnare ai loro ragazzi, fissando l'ultimo spettacolo per il 28 febbraio.
Mai non distinguendo più bene la realtà dal sogno s'interroga sul futuro della carriera di Emi, domandando a Topo che cosa sia per lei Magical Emi e che cosa farà quando rimarrà sola. Nonostante il folletto le dica che Emi non è altro che il suo sogno che lui vede riflesso nello specchio, la bambina non sembra convinta e un giorno guardando dei vecchi filmati di Emily Howell, arriva pian piano alla matura e difficile scelta di rinunciare ai suoi poteri, pur non essendone obbligata, consapevole che solo in tal modo avrebbe potuto davvero impegnarsi per diventare Magical Mai. Il dolce Topo le augura così buona fortuna non ricordandole però che, così facendo, avrebbe dovuto dire addio anche a lui.
Arrivati al malinconico 28 febbraio, tutti fremono per vedere l'ultimo spettacolo della compagnia che dà il meglio di sé, fino al gran finale in cui Emi, ritrasformandosi in Mai davanti a tutti, scompare per sempre insieme a Topo ormai tornato sfera di luce dileguatasi nello specchio. Tutto è finito e Mai stringendo lo specchio e il pupazzo inanimato a sé, dà un ultimo struggente sguardo di addio all'immagine della Magical Emi, rimasta ancora per qualche secondo sul grande schermo elettronico esterno al teatro.
Terza maghetta dello Studio Pierrot, Magical Emi è stata dopo L'incantevole Creamy quella di maggior successo, in Italia, negli anni ottanta.
La serie della Magical Emi, pur avvicinandosi apparentemente molto ai temi affrontati in Creamy Mami, con il mondo dello spettacolo, canzoni e doppia vita della protagonista, si allontana di parecchio dalla struttura ideologica dell'"angelo della magia", proprio a partire da quella costante atmosfera malinconica e più realistica che permea tutti gli episodi, fino alla diversa concezione di fondo della storia: se infatti in Creamy è l'aspetto sentimentale e magico a prevalere, in Emi la vicenda si basa tutta sulla realizzazione di un sogno che, da quello della protagonista, si estenderà a tutti i personaggi.
Qui l'elemento "magia" viene a essere solo il pretesto o il mezzo, per arrivare alla consapevolezza di doversi mettere in discussione e rischiare in prima persona per realizzare i propri sogni. Non è un caso che in tale serie sia assente la classica perdita e riacquisizione dei poteri magici, ormai semplificati al massimo anche nell'oggettistica e usati esclusivamente per diventare una proiezione onirica di se stessi. In definitiva il valore più grande della serie sta nell'inedito finale, indubbiamente pessimistico, in cui i destini dei protagonisti appaiono molto meno rosei e scontati delle precedenti colleghe. Forse anche per questo, in patria, Magical Emi è rimasta la maghetta dello Studio Pierrot più popolare.
I 38 episodi della serie furono trasmessi settimanalmente dalla Nippon Television dal 7 giugno 1985 al 28 febbraio 1986.
L'adattamento italiano è stato curato dalla Merak film e la direzione del doppiaggio è di Guido Rutta. I nomi dei personaggi sono stati cambiati quasi tutti, mantenendo solo quello della protagonista Mai, che però nei titoli di coda fu scritto May. Anche il nome di Akira (Gennaro) nei titoli di coda e nell'OAV diventa Germano. Si può dire che da questa serie in poi, ebbe inizio un processo di italianizzazione molto forte negli adattamenti delle serie animate nipponiche a seguire.
LA SIGLA
Sicuramente l'elemento musicale è uno dei segreti del successo della serie di Magical Emi, la cui qualità supera quasi sicuramente quella delle precedenti maghette, risultando anche uno dei migliori soundtrack originali dell'animazione anni '80. Le canzoni cantate da Emi nella serie tv originale sono tre, di cui due sono state adattate ed eseguite per la versione italiana da Cristina D'Avena. L'adattamento italiano è avvenuto solo a livello di testi, mentre le musiche sono quelle originali giapponesi.
Fushigi iro happiness (I meravigliosi colori della felicità): Il titolo italiano coincide con la traduzione del titolo giapponese. È la prima canzone che Emi propone nei suoi spettacoli nonché sigla d'apertura e tema dell'intera serie. È cantata da Yoko Ōbata (giapponese), Cristina D'Avena (italiano).
Anata dake dreaming (Sognando solo te): Conosciuta in Italia con il titolo La sirena tropicale. Sigla di chiusura della serie e proposta anche come sottofondo in alcuni episodi, è stata spacciata in Italia come la nuova canzone di Emi al posto di quella vera (vedi sotto). È cantata da Yoko Ōbata (giapponese), Cristina D'Avena (italiano).
Tropical mermaid: È la seconda canzone che Emi propone nei suoi spettacoli a partire dall'episodio 32. Questo brano non è mai stato adattato in italiano e fu sostituito con Sognando solo te. (Questo avvenne probabilmente per il fatto che Sognando solo te, comparendo prima del 32º episodio come sottofondo, fu adattata in italiano per prima). È cantata da Yoko Ōbata (giapponese).
ciaoa tutti , sono alex, appassionato di manga e anime giapponesi, cultura giapponese e celtica,nordica, adoro i cartoni anni 80 , ( la mia infanzia ) passatempi, modellismo di carta ( PAPERMODEL) kit resina e ,dipingere, ( prossimamente tatuatore ) ,e da poco colleziono vintage e robottoni...
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