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emo Heroic Age

Heroic Age















Heroic Age ( Hiroikku Eiji? ヒロイック・エイジ) è un anime di genere mecha diretto da Toshimasa Suzuki. È prodotto dallo studio XEBEC e va in onda sulle reti televisive giapponesi TV Tokyo e TV Osaka. La serie è andata in onda per la prima volta il 1º aprile 2007 ed è finita il 30 settembre 2007 con 26 episodi.In un lontano futuro, quattro specie si contendono il dominio dell’universo e delle scienze in esso contenute: l’imbattibile Tribù d’Argento, i servitori insettoidi della Tribù di Bronzo, i mostruosi appartenenti alla Tribù degli Eroi e infine i terrestri, la cosiddetta Tribù di Ferro, che sembra ormai sull’orlo della sconfitta totale. Tutto è destinato a cambiare quando, quasi per caso, i terrestri incontrano uno dei cinque Nodos, Age, un ragazzo in grado di trasformarsi in un’entità potentissima e praticamente immortale. Solo grazie al suo aiuto potranno ribellarsi alla Tribù d’Argento e inseguire le conoscenze lasciate in eredità da un’antica razza, ormai da lungo tempo lontana dall’universo conosciuto: la Tribù Dorata.
Non sembrano andare molto d’accordo space opera e animazione: se da un lato troviamo la colossale Legend of the Galactic Heroes e i suoi 110 episodi, capolavoro indiscusso della sci-fi animata e non solo, dall’altra ci si scontra con prodotti dalle ambizioni eccessive e poco fruibili (Crest of the Stars e seguiti vari). Heroic Age avrebbe non poche potenzialità per potersi ritagliare un angolo di universo tutto suo, ma se a una prima impressione gli scontri tra numerose razze aliene sembrano promettere notevoli spunti e riflessioni fantascientifiche, in realtà la serie di Takashi Noto, al suo esordio registico, e dello scrittore/sceneggiatore Tow Ubukata (mente dietro al bellissimo Le Chevalier d’Eon) nasconde un’anima traditrice che di fantascienza ha ignobilmente ben poco.
La suggestiva strutturazione dell’universo conosciuto è sufficientemente profonda da catturare inizialmente la curiosità senza spaventare, ed è gustosamente distribuita, nella prima decina di episodi, con una lunga serie di trovate che garantiscono un’originale punto di vista a Heroic Age: le razze dominanti sono create con il giusto bilanciamento tra complessità e impatto, ne nasce quindi una differenziazione facilmente identificabile, tanto nell’aspetto fisico e meccanico quanto nei ruoli impersonati, ma non per questo la natura degli scontri interstellari appare superficiale o rapidamente curata. Le politiche delle razze (due simil-terrestri e una di giganteschi insetti che possono vivere nello spazio) sono guidate da un sistema di obblighi che vincolano i vari esponenti a determinate azioni e compiti, tutte generalmente diverse pur rifacendosi a comandi basilari (non disobbedire, proteggere, ecc). Questo permette pertanto un’infinita serie di possibilità nella costruzione psicologica dei vari protagonisti (chi deve salvare qualcuno che non deve uccidere qualcun altro che deve difendere quest’altro, e via così…), peccato Ubukata non abbia insistito su questa peculiarità, continuando poi sulla strada delle battaglie spaziali, visivamente impressionanti per gran gusto nel design delle astronavi (dalle classiche navi a elaborate strutture verticali e diagonali), un perfetto uso di CG e una regia dinamica e spettacolare.
















Quando gli imbattibili Nodos cominciano ad acquisire importanza nella storia, Heroic Age letteralmente si trasforma, abbandonando certe prelibatezze fantascientifiche in favore di noiosissime e infinite scazzottare tra bestioni che addirittura non possono morire da quanto sono potenti. Si assiste pertanto a un sequenza mortificante di pugni, calci e onde energetiche che non infliggono pressoché alcun danno all’avversario, e ahimè non si va molto distante dagli scontri tra Goku, Vegeta, Majin Bu e compari volanti in Dragon Ball Z, il tutto ovviamente senza che venga sparsa anche solo una gocciolina di sangue. Si spera fino alla fine che la serie possa ristabilirsi su più appropriate coordinate sci-fi, e invece la storia rallenta progressivamente alternando lunghi spiegoni pseduo-filosofici di tremenda banalità, ingenui e irritanti momenti umoristiche, e sessioni estenuanti di mazzate spaziali che annichiliscono la pazienza di chi guarda.

ciaoa tutti , sono alex, appassionato di manga e anime giapponesi, cultura giapponese e celtica,nordica, adoro i cartoni anni 80 , ( la mia infanzia ) passatempi, modellismo di carta ( PAPERMODEL) kit resina e ,dipingere, ( prossimamente tatuatore ) ,e da poco colleziono vintage e robottoni...
PM 2026-02-28 07:10:30
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