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emo DevilLady

DevilLady

















DEVILLADY Titolo originale: DevilMan Lady ,Regia: Toshiki Hirano ,Soggetto: (basato sul fumetto originale di Go Nagai) Sceneggiatura: Chiaki J. Konaka ,Character Design: Shinobu Nishioka ,Beast Design: Masahiko Yoda, Hiroshi Maruyama Mechanical Design: Satoshi Ishino Musiche: Toshiyuki Watanabe Studio: Tokyo Movie Shinsha Formato: serie televisiva di 26 episodi (durata ep. 23 min. circa)Anni di uscita: 1998 - 1999.
Jun Fudo è una nota modella di Tokyo, felice della sua vita e del rapporto di complicità che la lega all'amica Kazumi. La sua esistenza è però sconvolta dall'incontro con la misteriosa Ran Asuka: quest'ultima è a capo dell'Human Alliance, organizzazione governativa che combatte contro una misteriosa epidemia che sta trasformando gli esseri umani in Devil Beast, mostri assetati di sangue che vivono seguendo l'istinto. A contatto col mondo di Asuka, Jun scopre presto di poter trasformarsi anche lei una sensuale e letale fiera, anche se rispetto agli altri suoi simili sembra saper conservare il raziocinio umano. Si unisce quindi all'Human Alliance nelle vesti di DevilLady per aiutarli nella lotta contro le mostruosità...

DevilLady è una di quelle storie bizzarre e allo stesso tempo geniali che meritano di essere raccontate. Il fumetto di riferimento nasce nel 1997 dalla penna di Go Nagai, presentandosi come un remake "al femminile" del classico manga DevilMan. Ora a trasformarsi in diavolo è una ragazza, ma la sostanza non cambia: il succo del racconto sono sempre oscure avventure autoconclusive nel quale la nostra eroina, con l'aiuto dei suoi "bestiali poteri" e degli uomini di Asuka, fa a pezzi, volta per volta, le crudeli Devil Beast che infestano Tokyo. Schema narrativo pedante e privo di sorprese, che senza la sua violenza selvaggia e le numerosissime scene pruriginose (entrambe le ragazze finiscono praticamente stuprate, con dovizia di particolari hard, a ogni episodio), marchio del mangaka, non avrebbe alcun senso d'esistere. Forse proprio per salvare l'opera dalla spazzatura Nagai corregge il tiro, dopo sei volumi insignificanti, con un epocale colpo di scena: mettere DevilLady in continuity con DevilMan, trasformando quello che è un rifacimento in un seguito vero e proprio. Si aggiungono così al cast Akira Fudo e Satana, ma sopratutto convergono nella storyline anche gli altri manga demoniaci dell'autore, Mao Dante e La Divina Commedia in primis, arrivando a uno sviluppo di trama geniale nel quale tutti i vari mosaici sfociano in un unico, intrigante disegno che dà una conclusione definitiva a tutte le opere precedenti. Indubbiamente DevilLady, al di là della storia maestosa, risulterà comunque molto discontinuo a livello di sceneggiatura, mal strutturato tra pessime vicende riempitive e meravigliosi spunti narrativi, ma alla fine il suo finale travolgente, oltretutto sbrigativo e velocissimo, sarà così glorioso da portare lo stesso autore, molto soddisfatto, a definire l'opera come uno dei suoi ultimi grandi capolavori.












L'anno dopo l'inizio del manga arriva invece in tv la versione animata, diretta da Toshiki "Dangaio" Hirano e scritta da uno dei più noti e originali sceneggiatori odierni, Chiaki J. Konaka. Impossibile portare sugli schermi televisivi il sesso e gli smembramenti che regnano sovrani nel fumetto, per questo DevilLady anime racconta una storia completamente diversa con molti nuovi personaggi, trovando come unico punto di contatto con l'originale le protagoniste Jun e Asuka, le figure stravolte di Aoi Kurosaki e Jim Langer (nelle fattezze di Jason Bates, fisicamente identico e nello stesso ruolo) e lo spunto narrativo iniziale. Il risultato, come si può immaginare sbirciando il voto, non è positivo, ma sarebbe riduttivo liquidare così questa serie: io ne consiglio ugualmente la visione se si riescono a reperire i dvd Dynit a un prezzo onesto, perché DevilLady anime lo inquadrerei come un capolavoro mancato. Non, come spesso accade, per un'eccezionale storia che si sputtana nel finale, ma per un soggetto portentoso rovinato da una superficialità generale, nella sua realizzazione, che impedisce di dare il giusto risalto alla trama ambiziosa.
Il problema principale di DevilLady anime, il medesimo del Mao Dante televisivo (e ragione per cui entrambi sono stati disconosciuti da Nagai in persona) è di essere fatto con pochi soldi, e la cosa si avverte sensibilmente: nel beast design svogliato e senza fantasia, nelle animazioni terribilmente approssimative (sufficienti ma qualitativamente mediocri), nella TREMENDA cura nelle scenografie (con interni e location spoglie e spartane, addirittura dai colori smorti che mettono malinconia). Sopratutto, DevilLady paga dazio per la sua prima metà basata su episodi autoconclusivi nel quale Jun sconfigge la Devil Beast di turno sempre seguendo lo stesso identico canovaccio narrativo (mostro fa la sua prima vittima - Jun e Asuka indagano - mostro cerca di uccidere Jun - Jun si trasforma in DevilLady e vince). Parliamo di una quindicina di episodi di agghiacciante fattura, narrativamente molto simili alla prima parte del manga, quella orribile e ripetitiva che poi ha convinto Nagai a cambiare registro.








ciaoa tutti , sono alex, appassionato di manga e anime giapponesi, cultura giapponese e celtica,nordica, adoro i cartoni anni 80 , ( la mia infanzia ) passatempi, modellismo di carta ( PAPERMODEL) kit resina e ,dipingere, ( prossimamente tatuatore ) ,e da poco colleziono vintage e robottoni...
PM 2026-02-28 05:57:23
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