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- 08/04/2013 23:07
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Combat Mecha Xabungle
Combat Mecha Xabungle
COMBAT MECHA XABUNGLE Titolo originale: Sentou Mecha Xabungle Regia: Yoshiyuki Tomino Soggetto: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino , Studio: Sunrise Formato: serie televisiva di 50 episodi (durata ep. 24 min. circa) Anni di trasmissione: 1982 - 1983.Nel desertico pianeta Zola una classe sociale povera e arretrata, i Civilian, può mantenersi solo lavorando con mezzi e attrezzature fornite dagli Innocent, il ceto ricco, acculturato e tecnologicamente avanzato che governa il mondo. In questa civiltà selvaggia senza diritto, l'unica legge attualmente in uso, stabilita dagli Innocent, è quella dei cosidetti Tre Giorni: chi è vittima di un torto può ripararlo con ogni mezzo ritiene legittimo entro tale scadenza. Quest'equilibrio iniza a cambiare quando Jiron Amos, scatenato contadino appena diventato orfano, pur di vendicare i genitori, uccisi dall'assassino Timp, non esita a sfruttare il vascello mercantile Iron Gear e lo Xabungle, robottone da guerra appena rubato, per giurargli vendetta, infischiandosene delle regole e coinvolgendo così anche l'equipaggio della nave. Ma questo significa anche una ribellione all'ordine degli Innocent...L'occasione di recuperare dall'oblio un lavoro semi-sconosciuto e, al contempo, di gran valore come Xabungle, permette ancora una volta di confermare, in Yoshiyuki Tomino, le doti del più grande innovatore che il genere robotico abbia avuto fino a oggi. Un regista che, in quasi tutte le sue opere degli anni d'oro, gli Ottanta, ha sfornato così tante idee avveniristiche da trasformarle in grandissime influenze nel genere, sopratutto nelle più acclamate hit moderne. Pensiamo alla presenza, in Xabungle, di ben due unità del mecha protagonista, guidate da due personaggi diversi; al cambio di una di esse, a metà serie, con un nuovo modello, o ancora all'idea del colpo di stato che si consuma nella fazione dei cattivi. In Xabungle si anticipano poi intuizioni di Macross nella gigantesca astronave, l'Iron Gear, che all'occorrenza può trasformarsi in un gigantesco robottone, e sopratutto dell'ultimo maxi-successo GAINAX, Gurren Lagann, il cui primo arco narrativo, per ambientazioni e trama, si può quasi definire un remake (cosa probabile vista la nota tradizione rielaborativa-citazionistica dello studio di Hideaki Anno). Ma il mecha-western di Tomino è molto, molto di più. Recuperando, proprio nel periodo depressivo che dà i natali alle tragiche atmosfere di Ideon, Dunbine e Z Gundam, un'incredibile vena comica, eredità di Daitarn 3, il regista realizza in Xabungle una nuova, straordinaria parodia del genere robotico, probabilmente la più divertente mai realizzata.È una storia estremamente lineare quella che si presenta allo spettatore: lo scatenato Jiron costringe i membri dell'Iron Gear a iniziare una guerra contro il malvagio Timp, e presto il conflitto si trasforma in una gigantesca ribellione verso gli Innocent che porta a scoprire i misteri dietro la nascita del pianeta Zola e all'identità dei due ceti sociali che lo abitano. Soggetto estremamente semplice e raccontato con una lentezza disarmante, segno di come la serie nasca probabilmente con l'intenzione di trascinare a lungo il suo semplice pretesto, ma capace di offrire, proprio per la sua lunga durata, uno sterminato numero di gag che si sposano perfettamente con personaggi così carismatici da imprimersi indelebilmente nella memoria dello spettatore. Più che la storia di buzzurri che intendono scacciare le élite intellettuali che stanno al potere, Xabungle è solo il nome della serie animata che ha come protagonisti Jiron Amos, folle ragazzo dall'improponibile naso a patata che rinsavisce a furia di schiaffoni i compagni nei momenti di difficoltà (piangendo pure!) e che, se lo minacci con un pugnale, te lo addenta, lo distrugge e ti sputa pure le schegge contro; di Elchi, irascibile e avvenente proprietaria dell'Iron Gear combattuta tra la cultura degli Innocent e il rozzo carisma dell'eroe; di Fatman, schiavo culturista di Elchi che non sa fare niente, a parte mostrare i muscoli gratuitamente e stare perennemente a braccia conserte a fissare il vuoto, fungendo da valvola di sfogo da prendere a pugni da chi invece si dà da fare; di Rag, giovane capo di predoni del deserto che un giorno combatte per l'Iron Gear e un altro mira a fuggirne via rubandone i preziosi, e così via. Una folta galleria di personalità esilaranti, molto parossistici e che proprio per questo ci si affeziona subito a loro.
Ci si diverte e davvero molto, in questo bizzarro, irresistibile western dove ogni episodio è atteso spasmodicamente per vedere quali nuove gag inventeranno gli sceneggiatori e di quali spacconate sarà capace Jiron. Apprezzando anche, tra una presa in gira e l'altra, la rielaborazione fantascientifica di pezzi di Storia contemporanea (il mare di fango in cui vive, confinata dagli Innocent, la popolazione degli hanawan, palese riferimento alle riserve indiane dei pellerossa d'America); buffe satire sui cosiddetti "rivoluzionari da salotto" che vogliono comandare eserciti di ribelli usando la sola oratoria perché totalmente privi di capacità in battaglia; o sull'ovvio conflitto di idee tra Jiron e compagni, rozzi e analfabeti che combattono a testa bassa senza pensare ad alcuna strategia di battaglia, ed Elchi, istruita e acculturata ma che si perde troppo in mille pensieri e burocrazia. E si apprezza come, in questa serie dichiaratamente cazzara, non manchi un avveniristico comparto tecnico, con animazioni davvero ottime, a tratti impressionanti, frutto di un cospicuo budget che si sente in ogni momento. Davvero azzeccati anche il character design di un ritrovato Tomonori Kogawa, che dopo Ideon torna a tratteggiare look di una semplicità estetica paradossalmente "autoriale", e la favolosa opening Shippu Xabungle, dalle sonorità così divertenti e dai ritornelli così irresistibili da dare assuefazione.
Nonostante possa sembrare fuorviante consigliare 50 episodi di una serie tanto leggera e disimpegnata, Xabungle ha tanto di quel carisma da poter reggere tranquillamente una visione non solo semplice, ma anche appassionante, sicuramente una di quelle opere per nulla serie ma non per questo "minori" di Tomino. Un altro tassello, finalmente riscoperto, di quelle produzioni robotiche fondamentali e influenti del genere che solo ora, a trent'anni dalla loro uscita, possono godere, col fansub, della meritata fama da parte degli animefan di tutto il mondo.
COMBAT MECHA XABUNGLE Titolo originale: Sentou Mecha Xabungle Regia: Yoshiyuki Tomino Soggetto: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino , Studio: Sunrise Formato: serie televisiva di 50 episodi (durata ep. 24 min. circa) Anni di trasmissione: 1982 - 1983.Nel desertico pianeta Zola una classe sociale povera e arretrata, i Civilian, può mantenersi solo lavorando con mezzi e attrezzature fornite dagli Innocent, il ceto ricco, acculturato e tecnologicamente avanzato che governa il mondo. In questa civiltà selvaggia senza diritto, l'unica legge attualmente in uso, stabilita dagli Innocent, è quella dei cosidetti Tre Giorni: chi è vittima di un torto può ripararlo con ogni mezzo ritiene legittimo entro tale scadenza. Quest'equilibrio iniza a cambiare quando Jiron Amos, scatenato contadino appena diventato orfano, pur di vendicare i genitori, uccisi dall'assassino Timp, non esita a sfruttare il vascello mercantile Iron Gear e lo Xabungle, robottone da guerra appena rubato, per giurargli vendetta, infischiandosene delle regole e coinvolgendo così anche l'equipaggio della nave. Ma questo significa anche una ribellione all'ordine degli Innocent...L'occasione di recuperare dall'oblio un lavoro semi-sconosciuto e, al contempo, di gran valore come Xabungle, permette ancora una volta di confermare, in Yoshiyuki Tomino, le doti del più grande innovatore che il genere robotico abbia avuto fino a oggi. Un regista che, in quasi tutte le sue opere degli anni d'oro, gli Ottanta, ha sfornato così tante idee avveniristiche da trasformarle in grandissime influenze nel genere, sopratutto nelle più acclamate hit moderne. Pensiamo alla presenza, in Xabungle, di ben due unità del mecha protagonista, guidate da due personaggi diversi; al cambio di una di esse, a metà serie, con un nuovo modello, o ancora all'idea del colpo di stato che si consuma nella fazione dei cattivi. In Xabungle si anticipano poi intuizioni di Macross nella gigantesca astronave, l'Iron Gear, che all'occorrenza può trasformarsi in un gigantesco robottone, e sopratutto dell'ultimo maxi-successo GAINAX, Gurren Lagann, il cui primo arco narrativo, per ambientazioni e trama, si può quasi definire un remake (cosa probabile vista la nota tradizione rielaborativa-citazionistica dello studio di Hideaki Anno). Ma il mecha-western di Tomino è molto, molto di più. Recuperando, proprio nel periodo depressivo che dà i natali alle tragiche atmosfere di Ideon, Dunbine e Z Gundam, un'incredibile vena comica, eredità di Daitarn 3, il regista realizza in Xabungle una nuova, straordinaria parodia del genere robotico, probabilmente la più divertente mai realizzata.È una storia estremamente lineare quella che si presenta allo spettatore: lo scatenato Jiron costringe i membri dell'Iron Gear a iniziare una guerra contro il malvagio Timp, e presto il conflitto si trasforma in una gigantesca ribellione verso gli Innocent che porta a scoprire i misteri dietro la nascita del pianeta Zola e all'identità dei due ceti sociali che lo abitano. Soggetto estremamente semplice e raccontato con una lentezza disarmante, segno di come la serie nasca probabilmente con l'intenzione di trascinare a lungo il suo semplice pretesto, ma capace di offrire, proprio per la sua lunga durata, uno sterminato numero di gag che si sposano perfettamente con personaggi così carismatici da imprimersi indelebilmente nella memoria dello spettatore. Più che la storia di buzzurri che intendono scacciare le élite intellettuali che stanno al potere, Xabungle è solo il nome della serie animata che ha come protagonisti Jiron Amos, folle ragazzo dall'improponibile naso a patata che rinsavisce a furia di schiaffoni i compagni nei momenti di difficoltà (piangendo pure!) e che, se lo minacci con un pugnale, te lo addenta, lo distrugge e ti sputa pure le schegge contro; di Elchi, irascibile e avvenente proprietaria dell'Iron Gear combattuta tra la cultura degli Innocent e il rozzo carisma dell'eroe; di Fatman, schiavo culturista di Elchi che non sa fare niente, a parte mostrare i muscoli gratuitamente e stare perennemente a braccia conserte a fissare il vuoto, fungendo da valvola di sfogo da prendere a pugni da chi invece si dà da fare; di Rag, giovane capo di predoni del deserto che un giorno combatte per l'Iron Gear e un altro mira a fuggirne via rubandone i preziosi, e così via. Una folta galleria di personalità esilaranti, molto parossistici e che proprio per questo ci si affeziona subito a loro.
Ci si diverte e davvero molto, in questo bizzarro, irresistibile western dove ogni episodio è atteso spasmodicamente per vedere quali nuove gag inventeranno gli sceneggiatori e di quali spacconate sarà capace Jiron. Apprezzando anche, tra una presa in gira e l'altra, la rielaborazione fantascientifica di pezzi di Storia contemporanea (il mare di fango in cui vive, confinata dagli Innocent, la popolazione degli hanawan, palese riferimento alle riserve indiane dei pellerossa d'America); buffe satire sui cosiddetti "rivoluzionari da salotto" che vogliono comandare eserciti di ribelli usando la sola oratoria perché totalmente privi di capacità in battaglia; o sull'ovvio conflitto di idee tra Jiron e compagni, rozzi e analfabeti che combattono a testa bassa senza pensare ad alcuna strategia di battaglia, ed Elchi, istruita e acculturata ma che si perde troppo in mille pensieri e burocrazia. E si apprezza come, in questa serie dichiaratamente cazzara, non manchi un avveniristico comparto tecnico, con animazioni davvero ottime, a tratti impressionanti, frutto di un cospicuo budget che si sente in ogni momento. Davvero azzeccati anche il character design di un ritrovato Tomonori Kogawa, che dopo Ideon torna a tratteggiare look di una semplicità estetica paradossalmente "autoriale", e la favolosa opening Shippu Xabungle, dalle sonorità così divertenti e dai ritornelli così irresistibili da dare assuefazione.
Nonostante possa sembrare fuorviante consigliare 50 episodi di una serie tanto leggera e disimpegnata, Xabungle ha tanto di quel carisma da poter reggere tranquillamente una visione non solo semplice, ma anche appassionante, sicuramente una di quelle opere per nulla serie ma non per questo "minori" di Tomino. Un altro tassello, finalmente riscoperto, di quelle produzioni robotiche fondamentali e influenti del genere che solo ora, a trent'anni dalla loro uscita, possono godere, col fansub, della meritata fama da parte degli animefan di tutto il mondo.
ciaoa tutti , sono alex, appassionato di manga e anime giapponesi, cultura giapponese e celtica,nordica, adoro i cartoni anni 80 , ( la mia infanzia ) passatempi, modellismo di carta ( PAPERMODEL) kit resina e ,dipingere, ( prossimamente tatuatore ) ,e da poco colleziono vintage e robottoni...
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