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- 13/04/2013 22:38
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Ninja Scroll
Ninja Scroll
NINJA SCROLL
Titolo originale: Jubei Ninpucho
Regia: Yoshiaki Kawajiri
Soggetto & sceneggiatura: Yoshiaki Kawajiri
Character Design: Yoshiaki Kawajiri (originale), Yutaka Minowa
Musiche: Kaoru Wada
Studio: Mad House
Formato: film cinematografico (durata 94 min. circa)
Anno di uscita: 1993.
Nel 1993 a Yoshiaki Kawajiri basta davvero poco per realizzare l'opera della carriera, l'unica a spiccare in termini notevolmente qualitativi in mezzo a un'imbarazzante accozzaglia di prodotti di serie C dietro la cui perizia registica nascondono il nulla: un'ambientazione attraente (l'era feudale Togukawa), personaggi carismatici, spunto di partenza basico e tanta, tantissima azione. Opera geniale Ninja Scroll, che in quegli anni di scoperta internazionale del cinema d'animazione nipponico figura sempre tra i titoli più noti e acclamati insieme ad Akira e Ghost in the Shell, pur a fronte di un terribile flop commerciale in madrepatria. Un succulento arrosto di kawajirianità privo, una volta tanto, del solito dosaggio eccessivo di ingredienti. In un un'ora e mezza il regista scrive un soggetto che potrebbe idealmente prestarsi a traccia per sviluppare una lunga serie tv: il prode spadaccino Jubei Kibagami (ispirato al leggendario samurai Yagyū Jūbei Mitsuyoshi) e Kagero, kunoichi incontrata per strada, affrontano gli otto Demoni di Kimon, guerrieri fortissimi e stravaganti che intendono conquistare il Giappone con una rivolta che sottometta il clan Toyotomi che governa il Paese. Nel loro viaggio affrontano uno a uno i nemici, li sconfiggono in combattimenti pieni di fantasia e infine arrivano al boss finale. Spunto di una banalità disarmante, eppure ce ne è voluto di tempo prima che Kawajiri capisse che il pubblico non cerca puerili intermezzi sentimentali/erotici, ma solo quello che gli riesce meglio e in dosi industriali: combattimenti dalle folli coreografie, dai virtuosismi assoluti.
Per una volta tanto, quindi, niente trame pretestuose e dialoghi inutili, si va quasi subito al nocciolo della questione, all'azione che diventa principale motore dell'intreccio. Jubei e Kagero non fanno altro che abbattere i Demoni, ciascuno magnificamente caratterizzato da poteri impossibili e per questo fantastici: ninja/ombra, ammaestratori di api, colossi in grado di trasformare il corpo in roccia... Non manca nulla della visionarietà del regista, sempre in bilico tra genio e trash (uno dei villain è immortale, vive anche senza testa o tagliato in due. Come fa? Non viene mica spiegato e non ci deve interessare), e che si diverte un mondo a filmare combattimenti mozzafiato dati da imparreggiabili animazioni, effetti speciali e fantasia perversa, con sangue che spruzza a fiumi e le onnipresenti tinte colorate, caldissime o gelide, che caratterizzano l'ambiente. Idee che si prestano a una storia di cappa e spada appassionante e senza pause, dove dialoghi mirati caratterizzano gli eroi e strizzatine erotiche il loro ambiguo rapporto sentimentale.Proprio l'erotismo, che Kawajiri ama così tanto da riproporcelo sempre, è questa volta proposto in una dimensione più sobria del solito ma ugualmente "hot", che seduce attraverso sguardi maliziosi, vestiario eccitante e silhouette provocanti pur mostrando pochissima nudità, trovando nel tenebroso e sexy chara di Yutaka Minowa - a sua volta basato sugli schizzi dello stesso Kawajiri - l'ideale specchio per provocare il corto circuito ormonale a uno spettatore già di suo compiaciuto dall'azione. Insomma visione avvolgente e carismatica, anche per merito di atmosfere cupe risaltate dalla tesa colonna sonora di Kaoru Wada e dall'ultra-violenza data da ogni genere di squartamenti. Animazioni decisamente degne di un film, forse un po' statiche nei momenti di stanca ma sinuose e fluidissime nelle elaborate coreografie degli scontri. Altro non si può nè dire nè chiedere a un film d'azione essenzialmente perfetto nella sua realizzazione, che sfrutta al 100% le capacità funamboliche del suo regista. In anni successivi verrà girata una serie televisiva che funge da seguito, ma senza un apporto concreto da parte di Kawajiri rimane un'occasione mancata.
NINJA SCROLL
Titolo originale: Jubei Ninpucho
Regia: Yoshiaki Kawajiri
Soggetto & sceneggiatura: Yoshiaki Kawajiri
Character Design: Yoshiaki Kawajiri (originale), Yutaka Minowa
Musiche: Kaoru Wada
Studio: Mad House
Formato: film cinematografico (durata 94 min. circa)
Anno di uscita: 1993.
Nel 1993 a Yoshiaki Kawajiri basta davvero poco per realizzare l'opera della carriera, l'unica a spiccare in termini notevolmente qualitativi in mezzo a un'imbarazzante accozzaglia di prodotti di serie C dietro la cui perizia registica nascondono il nulla: un'ambientazione attraente (l'era feudale Togukawa), personaggi carismatici, spunto di partenza basico e tanta, tantissima azione. Opera geniale Ninja Scroll, che in quegli anni di scoperta internazionale del cinema d'animazione nipponico figura sempre tra i titoli più noti e acclamati insieme ad Akira e Ghost in the Shell, pur a fronte di un terribile flop commerciale in madrepatria. Un succulento arrosto di kawajirianità privo, una volta tanto, del solito dosaggio eccessivo di ingredienti. In un un'ora e mezza il regista scrive un soggetto che potrebbe idealmente prestarsi a traccia per sviluppare una lunga serie tv: il prode spadaccino Jubei Kibagami (ispirato al leggendario samurai Yagyū Jūbei Mitsuyoshi) e Kagero, kunoichi incontrata per strada, affrontano gli otto Demoni di Kimon, guerrieri fortissimi e stravaganti che intendono conquistare il Giappone con una rivolta che sottometta il clan Toyotomi che governa il Paese. Nel loro viaggio affrontano uno a uno i nemici, li sconfiggono in combattimenti pieni di fantasia e infine arrivano al boss finale. Spunto di una banalità disarmante, eppure ce ne è voluto di tempo prima che Kawajiri capisse che il pubblico non cerca puerili intermezzi sentimentali/erotici, ma solo quello che gli riesce meglio e in dosi industriali: combattimenti dalle folli coreografie, dai virtuosismi assoluti.
Per una volta tanto, quindi, niente trame pretestuose e dialoghi inutili, si va quasi subito al nocciolo della questione, all'azione che diventa principale motore dell'intreccio. Jubei e Kagero non fanno altro che abbattere i Demoni, ciascuno magnificamente caratterizzato da poteri impossibili e per questo fantastici: ninja/ombra, ammaestratori di api, colossi in grado di trasformare il corpo in roccia... Non manca nulla della visionarietà del regista, sempre in bilico tra genio e trash (uno dei villain è immortale, vive anche senza testa o tagliato in due. Come fa? Non viene mica spiegato e non ci deve interessare), e che si diverte un mondo a filmare combattimenti mozzafiato dati da imparreggiabili animazioni, effetti speciali e fantasia perversa, con sangue che spruzza a fiumi e le onnipresenti tinte colorate, caldissime o gelide, che caratterizzano l'ambiente. Idee che si prestano a una storia di cappa e spada appassionante e senza pause, dove dialoghi mirati caratterizzano gli eroi e strizzatine erotiche il loro ambiguo rapporto sentimentale.Proprio l'erotismo, che Kawajiri ama così tanto da riproporcelo sempre, è questa volta proposto in una dimensione più sobria del solito ma ugualmente "hot", che seduce attraverso sguardi maliziosi, vestiario eccitante e silhouette provocanti pur mostrando pochissima nudità, trovando nel tenebroso e sexy chara di Yutaka Minowa - a sua volta basato sugli schizzi dello stesso Kawajiri - l'ideale specchio per provocare il corto circuito ormonale a uno spettatore già di suo compiaciuto dall'azione. Insomma visione avvolgente e carismatica, anche per merito di atmosfere cupe risaltate dalla tesa colonna sonora di Kaoru Wada e dall'ultra-violenza data da ogni genere di squartamenti. Animazioni decisamente degne di un film, forse un po' statiche nei momenti di stanca ma sinuose e fluidissime nelle elaborate coreografie degli scontri. Altro non si può nè dire nè chiedere a un film d'azione essenzialmente perfetto nella sua realizzazione, che sfrutta al 100% le capacità funamboliche del suo regista. In anni successivi verrà girata una serie televisiva che funge da seguito, ma senza un apporto concreto da parte di Kawajiri rimane un'occasione mancata.
ciaoa tutti , sono alex, appassionato di manga e anime giapponesi, cultura giapponese e celtica,nordica, adoro i cartoni anni 80 , ( la mia infanzia ) passatempi, modellismo di carta ( PAPERMODEL) kit resina e ,dipingere, ( prossimamente tatuatore ) ,e da poco colleziono vintage e robottoni...
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