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- 15/04/2013 22:22
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La città delle bestie incantatrici
La città delle bestie incantatrici
LA CITTÀ DELLE BESTIE INCANTATRICI
Titolo originale: Yoju Toshi
Regia: Yoshiaki Kawajiri
Soggetto: (basato sul romanzo originale di Hideyuki Kikuchi)
Sceneggiatura: Yoshiaki Kawajiri
Character Design: Yoshiaki Kawajiri
Musiche: Osamu Tokaibayashi
Studio: Mad House
Formato: film cinematografico (durata 82 min. circa)
Anno di uscita: 1987.
Yoshiaki Kawajiri è un altro di quei rari nomi, indissolubilmente legati all'animazione nipponica, celeberrimi in ambito internazionale. Esordito alla regia con l'altalenante film a episodi Manie-Manie, diretto insieme a Rintaro e Katsuhiro Otomo, ma fattosi conoscere la prima volta al pubblico solo con Lensman, ambiziosa trasposizione filmica della science fiction di Edward Elmer Smith (Manie-Manie è distribuito ufficialmente solo nel 1987), è con il successivo La città delle bestie incantatrici che inizia a farsi un certo nome con la critica, prima di esplodere anni dopo, divenendo uno dei più affermati registi d'animazione, col famosissimo Ninja Scroll. Novello John Woo per adulti, Kawajiri esprime il suo amore per la settima arte in virtuose coreografie di combattimenti e sparatorie, ma anche per la grande enfasi sessuale nei riguardi delle sue seducenti eroine, volentieri a letto con l'eroe di turno ma perlopiù violate con cattiveria dal cattivo in sequenze di ricercato erotismo. Questo senza rinunciare a un aspetto grafico avveniristico dato da onnipresenti tinte bluastre che donano un caratteristico aspetto noir alle sue opere, spesso thriller urbani ambientati in metropoli decadenti. Segni distintivi che marchiano la fama del regista proprio in questo Yoju Toshi, che diventa, per quanto narrativamente debolissimo, un rappresentante ideale dei tratti della sua poetica.
Basato sui romanzi horror di Hideyuki Kikuchi (che ispireranno anche il successivo Demon City Shinjuku nonché la nota saga letteraria di Vampire Hunter D), Yoju Toshi è la classica storia di mondi umani e infernali che convivono attraverso millenari patti di pace, patti questa volta messi alla prova da "terroristi" demoniaci che vogliono scatenare una guerra uccidendo l'ambasciatore umano Giuseppe Maiato. Ai governi delle due razze la cosa non va molto a genio e così incaricano due agenti speciali, il protagonista Taki Renzaburo e la bella diavolessa Makie, di proteggerlo. Pur con un interessante twist finale Yoju Toshi neanche prova a prendersi sul serio, sfruttando l'incipit per parlare, e sopratutto mostrare, i baldi eroi alle prese con "caldi" incontri con i nemici (sempre demoni femminili in incognito), qualche sporadico combattimento e un simpatico stupro, così tanto per gradire. Sesso e violenza a volontà che sovrastano il banale spunto di partenza, trasformando più di una volta la "trama" in un semplice pretesto per sequenze hot (seppur mai troppo esplicite), un po' di sangue che sprizza e alcuni inserti squisitamente trash (le vittime degli abusi sessuali che ovviamente godono nell'atto, il combattimento in chiesa contro la statua della madonna posseduta etc.).Di B (C?) movie si tratta, inutile aspettarsi approfondimenti psicologici o forti pretesti narrativi, l'importante è lo stylish registico, in effetti unico motivo per guardare un film simile. Sotto questo punto di vista la bizzarria riesce in qualche modo a compensare il tutto, anche se la durata addirittura spropositata, per uno spunto tanto ridicolo, alla fine vince sulla pazienza e il lungometraggio, visivamente interessante, è tedioso a livelli insopportabili. Da ricordare quantomeno le onnipresenti tinte bluastre e le fortissime colorazioni calde di contrasto su cui Kawajiri costruisce la sua nomea, una trovata d'ingegno che sulfureggia l'atmosfera dark portano gli scenari di combattimento a diventare trip psichedelici, ottimamente resi dalla spettacolare regia. Ai sensi dello spettacolo splende anche il chara adulto e realistico dello stesso Kawajiri, ma sopratutto il beast design delle creature demoniache è interessante, con queste mostruose donne che, fedeli alla concezione sessuofobica orientale, sono comprensive di armentario tipico quali vagine dentate, seni mostruosi e ogni genere di weird things.
LA CITTÀ DELLE BESTIE INCANTATRICI
Titolo originale: Yoju Toshi
Regia: Yoshiaki Kawajiri
Soggetto: (basato sul romanzo originale di Hideyuki Kikuchi)
Sceneggiatura: Yoshiaki Kawajiri
Character Design: Yoshiaki Kawajiri
Musiche: Osamu Tokaibayashi
Studio: Mad House
Formato: film cinematografico (durata 82 min. circa)
Anno di uscita: 1987.
Yoshiaki Kawajiri è un altro di quei rari nomi, indissolubilmente legati all'animazione nipponica, celeberrimi in ambito internazionale. Esordito alla regia con l'altalenante film a episodi Manie-Manie, diretto insieme a Rintaro e Katsuhiro Otomo, ma fattosi conoscere la prima volta al pubblico solo con Lensman, ambiziosa trasposizione filmica della science fiction di Edward Elmer Smith (Manie-Manie è distribuito ufficialmente solo nel 1987), è con il successivo La città delle bestie incantatrici che inizia a farsi un certo nome con la critica, prima di esplodere anni dopo, divenendo uno dei più affermati registi d'animazione, col famosissimo Ninja Scroll. Novello John Woo per adulti, Kawajiri esprime il suo amore per la settima arte in virtuose coreografie di combattimenti e sparatorie, ma anche per la grande enfasi sessuale nei riguardi delle sue seducenti eroine, volentieri a letto con l'eroe di turno ma perlopiù violate con cattiveria dal cattivo in sequenze di ricercato erotismo. Questo senza rinunciare a un aspetto grafico avveniristico dato da onnipresenti tinte bluastre che donano un caratteristico aspetto noir alle sue opere, spesso thriller urbani ambientati in metropoli decadenti. Segni distintivi che marchiano la fama del regista proprio in questo Yoju Toshi, che diventa, per quanto narrativamente debolissimo, un rappresentante ideale dei tratti della sua poetica.
Basato sui romanzi horror di Hideyuki Kikuchi (che ispireranno anche il successivo Demon City Shinjuku nonché la nota saga letteraria di Vampire Hunter D), Yoju Toshi è la classica storia di mondi umani e infernali che convivono attraverso millenari patti di pace, patti questa volta messi alla prova da "terroristi" demoniaci che vogliono scatenare una guerra uccidendo l'ambasciatore umano Giuseppe Maiato. Ai governi delle due razze la cosa non va molto a genio e così incaricano due agenti speciali, il protagonista Taki Renzaburo e la bella diavolessa Makie, di proteggerlo. Pur con un interessante twist finale Yoju Toshi neanche prova a prendersi sul serio, sfruttando l'incipit per parlare, e sopratutto mostrare, i baldi eroi alle prese con "caldi" incontri con i nemici (sempre demoni femminili in incognito), qualche sporadico combattimento e un simpatico stupro, così tanto per gradire. Sesso e violenza a volontà che sovrastano il banale spunto di partenza, trasformando più di una volta la "trama" in un semplice pretesto per sequenze hot (seppur mai troppo esplicite), un po' di sangue che sprizza e alcuni inserti squisitamente trash (le vittime degli abusi sessuali che ovviamente godono nell'atto, il combattimento in chiesa contro la statua della madonna posseduta etc.).Di B (C?) movie si tratta, inutile aspettarsi approfondimenti psicologici o forti pretesti narrativi, l'importante è lo stylish registico, in effetti unico motivo per guardare un film simile. Sotto questo punto di vista la bizzarria riesce in qualche modo a compensare il tutto, anche se la durata addirittura spropositata, per uno spunto tanto ridicolo, alla fine vince sulla pazienza e il lungometraggio, visivamente interessante, è tedioso a livelli insopportabili. Da ricordare quantomeno le onnipresenti tinte bluastre e le fortissime colorazioni calde di contrasto su cui Kawajiri costruisce la sua nomea, una trovata d'ingegno che sulfureggia l'atmosfera dark portano gli scenari di combattimento a diventare trip psichedelici, ottimamente resi dalla spettacolare regia. Ai sensi dello spettacolo splende anche il chara adulto e realistico dello stesso Kawajiri, ma sopratutto il beast design delle creature demoniache è interessante, con queste mostruose donne che, fedeli alla concezione sessuofobica orientale, sono comprensive di armentario tipico quali vagine dentate, seni mostruosi e ogni genere di weird things.
ciaoa tutti , sono alex, appassionato di manga e anime giapponesi, cultura giapponese e celtica,nordica, adoro i cartoni anni 80 , ( la mia infanzia ) passatempi, modellismo di carta ( PAPERMODEL) kit resina e ,dipingere, ( prossimamente tatuatore ) ,e da poco colleziono vintage e robottoni...
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