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emo Dorvack (Tokusō kihei Dorvack)

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Giappone, 1999. Nello spazio, una popolazione aliena, nota come Ideliani, in fuga dal loro pianeta morente ne stanno cercando uno simile per una nuova colonizzazione e pare che il terzo pianeta del sistema solare sia un obiettivo concreto; lentamente quindi, si stanno avvicinando alla Terra, a bordo di una gigantesca astronave. Di aspetto simile a quello umano, questi alieni differiscono per il colore della pelle, tendente all’azzurro e i capelli di color verde e sono guidati spiritualmente da una misteriosa entità chiamata Zeller.

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In una base militare del Sol Levante, nel frattempo, ignari di quanto di li a poco starà per accadere, Masato Mugen, Pierre Bonaparte e Louise Ovelon, due ragazzi e una ragazza fanno parte dell’armata speciale Dorvack, un elite di combattenti che utilizza mezzi speciali –definiti macchine variabili -capaci di convertirsi all’occorenza in robot umanoidi:

- Le jeep Calibur, (Variable Veichle -VV-54AR,forse le più famosa e rappresentativa della serie)
- Gli elicotteri Gazette (Variable Helicopter- VH-64MR)
- I tank Tulcas (Variable Tank – VT61LC)


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I tre, capitanati dal Colonnello Takagi, creatore del corpo, hanno a disposizione delle versioni personalizzate dei tre veicoli, che nel corso della serie subiranno dei cambiamenti e sono, ovviamente, prodotti in serie.
All’arrivo sulla terra, gli Ideliani si stabiliscono sulle Alpi ma istituiranno delle basi sparse nel mondo. Inizia un attacco feroce degli stessi contro la popolazione terrestre, che si trova impreparata e non all’altezza -tecnologicamente e militarmente - per contrastarli. Questi, per combattere utilizzano delle buffe navette spaziali monoposto (ma possono essere anche più grandi) ma dal grande potere distruttivo.


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L’unica risposta efficace arriva dal Dorvack e dalle sue macchine variabili; nonostante lo scetticismo iniziale, progressivamente riescono a limitare e contrastare gli alieni, grazie anche al coraggio di Masato, vero leader del gruppo e protagonista della serie. Nei loro spostamenti, Dorvack utilizza una specie di astronave/mezzo corazzato, in grado di compiere anche brevi viaggi spaziali, guidata da Bob e Jacky, manutentori dell’elite. Quest’ultimo è un ragazzino orfano di 14 anni (!!).


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Nel frattempo - complici anche le numerose sconfitte - non tutti gli Ideliani sono fedeli a Zeller e non comprendono la distruzione della Terra per poter colonizzare il pianeta: fra questi spicca Aroma, giovane aliena e fidanzata di Idel, che al contrario è molto risoluto verso i terrestri.
Zeller (o Zelar) è una specie di divinità vestita completamente di nero e che è venerata come un Dio; compare come una entità immateriale e comunica a Idel cosa fare attraverso uno schermo. Il suo piano originale per mettere a ferro e fuoco la Terra, consiste nel collocare su un isola sconosciuta sorta in mezzo all’oceano alcuni manufatti (I Moai) dell’Isola di Pasqua. Una volta disposti su un particolare struttura, questa causerà terribili cataclismi stravolgendo la vita nel pianeta.


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L’anime prosegue in una serie di episodi che non aggiungono molto più a quanto sopradetto, per i primi 20 episodi, dove assistiamo in varie parti del pianeta (dall’Europa all’Isola di Pasqua) ai successi di Masato e co. e al distacco di Aroma da Idel e dalla mentalità aliena fino a mettere a rischio al propria vita per avvertire i militari dei folli piani alieni, facendo così una scelta definitiva. Di lì a poco, verrà istituito una massiccia forza d’armata con obiettivo la distruzione dell’isola aliena per mettere fine al diabolico piano. A tutti i militari viene fornito una macchina variabile – le stesse sopracitate – e trasportati sull’isola, sotto la guida del colonnello e di Aroma.
Zeller però rivelerà i suoi piani di conquista che nulla avevano a che fare con gli Ideliani, di cui si era solo servito per i suoi scopi: Idel sentendosi tradito, lo affronta in duello a spade laser, eliminandolo (pare) ma finendo ucciso anch’egli.

Sull’isola, mentre la battaglia volge al termine, per salvare Louise, Pierre sacrifica la sua vita morendo e lasciando nella disperazione i suoi compagni che non possono completamente gioire per la vittoria.
Con l’episodio 21 si conclude una ipotetica “prima parte” di questa serie: neile puntate seguenti, gli Ideliani cercano di integrarsi nel tessuto sociale, partecipando alla distruzione in mare dei veicoli da guerra rimasti e cercando di dimenticare quanto successo. La convivenza però è difficile, specie per Aroma nonostante l’aiuto di Masato e Louise, per via della (giustificata) diffidenza terrestre


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Di lì a poco il colonnello arruola nel gruppo Stanley Hilton, prendendo il posto che fu di Pierre; di carattere molto diverso da quest’ultimo, entrerà molto in contrasto con Masato. Mentre nella base Jackye e Bob costruiscono una versione aggiornata sia della Calibur – dotandola di una speciale corrazza e di armi più efficaci - sia del Tulcas, e dotando tutti i veicoli di un dispositivo in grado di ruotare l’armamento principale a seconda che il pilota giri la testa, in fondo al mare i veicoli alieni riprendono a funzionare in maniera autonoma, riemergendo e dando così inizio a un secondo conflitto.

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Appurato che non sono più gli Ideliani, Dorvack si trova a combattere una seconda volta con veicoli stavolta più abili nello schivare i colpi e precisi nel colpire; uno dei loro obiettivi primari sarà l’H.Q. delle forze militari, che rimarrà semidistrutto. Trovandosi per l’ennesima volta in prima linea e gli unici a dare una risposta concreta, il colonnello Takegi istituirà una seconda forza d’armata per dare un attacco definitivo all’isola sempre con l’aiuto di Aroma, che nel frattempo pare aver sviluppato capacità preveggenti.

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Zeller non è morto nello scontro precedente ma è riuscito a sopravvivere e a racchiudere la sua essenza in uno scrigno, apribile grazie a una chiave che si trova nelle mani di alcuni umani avidi e ignari di cosa potrebbe succedere una volta aperta. In tutto questo tempo però, è riuscito a riesumare e a comandare a distanza le macchine aliene, rendendole più letali.
Nonostante il grande dispiego di macchine variabili e al coraggio profuso da Masato, Louise, Stanley e tutti i militari di Dorvack, il potere di Zeller è molto forte e ha la meglio, quando una volta liberato dallo scrigno libera un potente vortice magnetico che risucchia a sé qualsiasi cosa meccanica nelle vicinanze dell’isola, navette da lui comandate e l’astronave di Dorvack compresa.

Solo il coraggio e il sacrificio di Aroma stessa, immolandosi verso Zeller, metterà definitivamente la parola fine, lasciando nel finale i superstiti guardare l’ideliana allontanarsi nel cielo stellato sotto forma di un essenza alata, la stessa da lei anticipata nei suoi sogni preveggenti.



- La Takatoku,nota ditta leader nel campo dei real robot e che aveva molto ben figurato un paio di anni prima con i giocattoli di Macross, ottenne i diritti per il merchandising. Nonostante l’ottima fattura dei prodotti, però il flop della serie si riversò anche sulle vendite degli stessi;
- Nelle confezioni della Takatoku, i veicoli erano chiamati a seconda del cognome del loro pilota, e cioè (Masato) Mugen Calibur, (Louise) Ovelon Gazzette e (Pierre) Bonaparte Tulcas;

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- Dopo quest’esperienza, seguita dalle fiacche vendite di Orguss e Sasuraiger, Takatoku chiuse i battenti: nonostante avesse continuato solo a produrre i giocattoli dei Beet Cougal (degli insetti robot) e pare ci fosse un accordo per la riproduzione di Galvion, (altra serie flop giapponese) questo fu l’ultimo lascito della storica ditta.
- Di lì a poco, Hasbro, oramai divenuta a capo delle vendite con i suoi Transformers, aquistò gli stampi della Mugen Calibur e dell’Ovelon Gazzette in versione recolor e rinominandoli Roadbuster e Whirl, storici Autobot al servizio dei Wreckers.

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- Come in ogni occasione, Takatoku rilasciò i modellini di Dorvack in varie scale: dai piccoli 1/100 ai grandi 1/55 (trasformabili) ai medi 1/72 (non trasformabili);

- Anche se non detto ma deducibile nella serie, Masato è giapponese, Louise americana e Pierre francese.

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- Nella serie vengono utlizzate dagli umani anche delle armature a misura d’uomo, simili a degli scafandri, le Bio-Suite PA-36HD Powered Armor Nove;
- I modellini, specie le controparti aliene, sono stati venduti anche come Model Kit;

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- Masato, Louise e Pierre pare fossero l’elite dell’elite di Dorvack, dato che nella “prima serie” continuano in ogni puntata a vestire gli stessi abiti quasi civili. Masato poi, porta sempre un paio di occhiali da sole a lenti rosse sulla testa che però indossa normalmente sugli occhi quando guida la Calibur in versione robot; nell’ipotetica seconda parte tutti i soldati compresi i protagonisti indossano delle giacche bianche e Masato non avrà più i caratteristici occhiali;
- Di grande effetto l’intro della serie, Chikyuu Ni (Terra) I love you;
- Nel 2009 l’ormai defunta CM’s, nella sua linea Brave Gohkin, inserì anche la Mugen Calibur: nella parte destra della scatola, è ripetuto il titolo sopracitato della sigla iniziale della serie;

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- Analogamente, ma in versione deformed, la Fewture per la serie ES Gohkin, produsse una Calibur l’anno scorso;
- Le Calibur sono i veicoli più antropomorfi del terzetto: le Gazette possiedono delle chele al posto delle mani i piedi sono formati dai pattini di atteraggio stessi, mentre nei Tulcas il viso è formato dalla parte anteriore dei del carroarmato e i piedi da una parte dei cingoli;
- Le stesse jeep inoltre sono il connubio perfetto tra la praticità ma scarsa potenza di fuoco degli elicotteri e viceversa, la scarna maneggevolezza ma efficace potenza di fuoco dei tank;
- A ulteriore riprova dell’ostentato realismo della serie, nell’episodio 12 per salvare Louise rapita dagli alieni gli stessi Masato e Pierre utilizzeranno due Gazzette, mettendo temporaneamente da parte i loro classici veicoli;
- Il duello fra Idel e Zeller - di cui non si vedrà mai il vero volto, coperto da una maschera nera e con occhi scintillanti rossi - alle spade laser richiama alla memoria una famosa saga fantascientifica.
- Dorvack non ebbe un grande successo in patria e non fu molto esportato all’estero, dato che è stato doppiato solo in spagnolo e in arabo;
- La serie in alcuni paesi è nota anche con il nome di Dolbuck.

Dorvack è una serie di 36 episodi di circa 25 minuti ciascuno prodotta dalla Ashi corporation nel 1983. La serie offre degli ottimi spunti per quanto riguarda il concetto del realismo (oramai portato all’esasperazione) con spettacolari scene da combattimento, ma per contro, una trama fiacca e tirata oltremodo con le stesse macchine variabili cui non viene aggiunto molto se non la stessa trasformabilità.
La monotonia delle scene da battaglia inoltre, penalizza oltremodo i potenti mezzi di Dorvack che non hanno degli avversari davvero degni di nota o dei mecha antagonisti per combattere alla pari inficiando l’intera serie che - a parere puramente personale - andava conclusa in una ventina di episodi.



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  • Ultima modifica: 13/04/2014 19:26 da jetfire#3.
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:applausi:
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Dorvack (Tokusō kihei Dorvack)

direi semplicemente C O M P L I M E N T O N I ......!!!!!!!!!!
… Non vogliate negar l’esperienza di retro al sol, del mondo senza gente.
Considerate la vostra semenza fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza....
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...esagerati.....grazie mille e attenzione...con questo topic, do inizio alla serie Mecha lato oscuro degli anni 80.......tutte le serie mai arrivate in Italia in quegli anni, ma comunque famose....dopo Pasqua il prossimo episodio eh..!!!! non mancate!!!!
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Prima d'ora non l'avevo mai neanche sentito nominare questo anime...
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....solo negli ultimi 5-6 anni è tornato alla ribalta grazie a internet e fansubber....cmq tranquilli....vedrete in che vortice di serie mai sentite vi trascinerò...buahahhahahahaha
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Ottimo Jet! :ok:
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